Miti da sfatare – Focus Ingegneria

Essere consapevoli di ascoltare una menzogna rimanendo inerti è grave quanto come pronunciarla“. Sembrerebbe l’incipit di un bestseller, di un film da Oscar, di una dissertazione filosofica, invece è un semplice modo per riflettere sul fatto che spesso viviamo, interagiamo e costruiamo il nostro futuro sotto il segno della falsità, degli inganni o, semplicemente, delle famigerate “voci di corridoio”. Purtroppo non sarà certo questo mio articolo a distruggere tale triste e tenebrosa sorte del genere umano, ma esso sarà molto utile per mettere in chiaro una questione sulla quale molte persone (alcune delle quali facenti parte proprio del popolo universitario) latitano nel buio. Vorrei focalizzare l’attenzione su degli orridi ed agghiaccianti paragoni, con relative ed illustri motivazioni, tra il corso di laurea di Ingegneria Gestionale e la facoltà di Economia e tra il corso di laurea di Ingegneria Chimica e la facoltà di Chimica. In pratica, un po’ come accostare uno squalo ad una medusa (entrambi vivono in acqua) oppure un cane ed un castoro (entrambi hanno la coda). Meglio scherzarci sopra, perché purtroppo motivi per rattristirci ce ne sono, e anche parecchi! Soprattutto quando i protagonisti di questi ragionamenti sono dottori, professori di liceo, o addirittura persone che frequentano le facoltà appena menzionate, i quali, grazie ai loro lampi di genio, sviano molti ragazzi dalla strada della verità mettendo loro in testa concetti che non stanno né in cielo né in terra. I repentini cambiamenti della società e del mondo del lavoro esigono che tutti quanti siano informati sui nuovi ruoli e sulle figure professionali emergenti che nell’arco di pochissimi anni stanno stravolgendo l’attuale mercato globale. Per questo è inconcepibile paragonare Ingegneria Gestionale ad Economia. Quello dell’Economista è una figura professionale che basa le sue conoscenze su analisi, studio di metodologie e teorie riguardo ai temi del mercato, della pubblica amministrazione e di qualsivoglia attività basata su scambi di beni, servizi e somme di denaro. Verissimo è il fatto che l’Ingegnere Gestionale deve avere le competenze basilari tipiche dell’Economista, ma esso ricopre un ruolo dinamico attraverso cui è in grado di sviluppare i processi produttivi delle imprese che gli sono state affidate, sia del settore secondario che di quello terziario. In breve, tra l’Economista e l’Ingegnere Gestionale sussiste la stessa differenza che vi è tra la teoria e la pratica. Per i meno ortodossi, l’Ingegnere Gestionale si “sporca” le mani, l’Economista no. Ma questo è, appunto, il tratto peculiare dell’Ingegneria, ovvero mettere in pratica la teoria acquisita per fini immediati e pragmatici. Stesso discorso vale per l’accostamento Ingegnere Chimico – Chimico. Ricordiamo che l’Ingegneria Chimica, che è uno dei rami proveniente dalla ormai rimpianta macrocategoria dell’Ingegneria Industriale (così come l’Ingegneria Gestionale), si occupa della progettazione e della gestione di impianti chimici e, più in generale, di impianti industriali. Ognuno è libero di giudicare come meglio crede l’importanza e le funzionalità di qualunque figura professionale attualmente protagonista del mercato globale, ma è giusto che lo faccia con cognizione di causa sia perché la verità è onestà, che per il fatto che occorre portare rispetto per il lavoro di tutti coloro che scelgono il proprio ruolo con amore e passione. Spero di essere stato utile per tutti coloro che erano incerti riguardo a tali argomenti e non solo per quelli che non sanno distinguere uno squalo da una medusa.

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